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Una cosa che lo faceva stare male, ma proprio di merda, era quanto funzionasse il maschio Alfa. Il tipico idiota senza cervello, dall'aspetto massiccio, tipicamente rasato o con una barba lunga e folta e ciuffo in parte. L'uomo che si impone, che si innervosisce, che deve farsi rispettare, che è pieno di valori fottutamente autoreferenziali, e a te che di valori magari ne hai pochi e non sei sicuro nemmeno di quelli ti dice che almeno lui crede in qualcosa; certo, crede in sé stesso.

Quel gorilla che in un locale adora fare a botte perché è il modo più triviale ed immediato di affermarsi, di spiccare, di prendere il controllo del branco. Solo che non siamo scimmie cristo, siamo uomini, dotati di intelletto, forse. Ma avrebbe anche potuto sopportare la categoria, in fin dei conti come appena dimostrato bastava uscire dal pub e lasciare che le scimmie decidessero da sole chi dovesse essere il capo tribù, il problema era che questi sotto-uomini avevano successo con le ragazze, e non solo con le stupide inutili passere insipide. Come può una ragazza intelligente, che ha letto tanto e bene, che ascolta musica tanto e bene, che magari scrive o dipinge o cosacazzoleparedicreativo (basta con le fotografe però, perché tanto è sempre e solo instamerd) trovare qualcosa in un essere tanto insulso quanto i suoi luoghi comuni, così tronfio che se si facesse una pera volerebbe via come un palloncino appena inserisce l'ago, cosa cristo c'è di interessante in un macigno inamovibile da ogni sua posizione stupida e superficiale? Forse le da sicurezza, forse i suoi occhi verdi e quei dieci centimetri in più, forse la sua banalità le fa sentire che la propria superiorità intellettuale non sarà mai messa in discussione, forse era questo che trovava Sofia in quel cazzo di coglione.

Ecco cosa faceva davvero più male di un colpo di Kung Fu, ecco cosa faceva andare in bestia Ettore; e si sfogava tra sé e sé insultando i microcefali con ogni tipo di disprezzo, peccato però che qualche volta, specialmente dopo aver bevuto, si dimenticava se stesse parlando con i suoi pensieri oppure ad alta voce ed era proprio in quel momento che una ragazza che lo aveva appena superato camminando in direzione opposta gli si rivolse ridacchiando "Ma con chi ce l'hai?".

"Con te..." lo guardò un po' stranita "Che tanto finirai con un palestrato del cazzo o un manager affermato e fiero, uno che nella vita vince sempre e ti dice che è solo perché ci crede, non serve altro. E mentre te ne starai a casa a crescere la prole e leggerai i tuoi fottuti libri di Kundera o Fabio Volo, tanto è indifferente, ti sentirai anche realizzata e felice di avere del tempo da dedicare a te stessa e alla tua cultura. Ce l'ho con te e con tutte voi donne, perché dovevate essere migliori di noi, dovevate essere voi la Bellezza, noi facciamo schifo, ma voi, voi che dovevate essere capaci di scegliere avevate il compito fondamentale di migliorarci; invece non fate altro che accontentarvi dei peggiori per non rischiare niente."

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