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Pensò subito che la colpa era di quella ragazza che camminava sulla pista ciclabile noncurante del pericolo delle biciclette. “Ecco, guarda che disastro hai combinato. Avrei potuto battere la testa, o fratturarmi un braccio o peggio rompermi tutte le ossa!”.

Alla ragazza però non sembravano importare quelle parole per quanto provocatorie ed impertinenti, e questo ad Ettore fece diventare le orecchie rosse.

“Heilà, pronto?”

“Oh sì sì, certo. Ora devo andare”

Non solo lo aveva ignorato ma non aveva nemmeno avuto l’accortezza di guardarlo negli occhi  preferendo invece fissare l’asfalto a testa bassa.

Qualcosa di quella ragazza lo turbava e a pensarci bene non era affatto la sua indifferenza. Avrebbe giurato davanti a chiunque di aver visto qualcosa di strano durante lo scontro, ma che al momento non riusciva a rappresentare con chiarezza nella propria mente. Un taglio di capelli un po' troppo storto? Un neo decisamente più evidente? O forse un occhio più truccato dell’altro?

Era un amante delle asimmetrie e ogni volta che gliene capitava una faticava a distogliere lo sguardo. Ma forse questa volta le asimmetrie non c’entravano.

(CONTINUA TU LA STORIA)

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